Eventi nel Salento

Settimana Santa a Gallipoli

24-03-2016 - 27-03-2016
, - Gallipoli Provincia di Lecce

"Stabat mater dolorosa, / juxta crucem lacrimosa...". Inni  e silenzi, "trozzule" gracchianti e un pizzico di polvere da sparo scandiscono i tempi lunghi e riflessivi della Settimana Santa di Gallipoli. I riti secolari che perpetuano tradizioni arcaiche iniziano venerdì 18 tra le mura della chiesa del Carmine, quando a mezzogiorno i fedeli si avviano a passo lento nella processione dell'Addolorata insieme alle confraternite del Carmelo e della Misericordia. Il corteo senza colori, in cui è il nero a farla da padrone, raggiunge la cattedrale di Sant'Agata, dove il vescovo monsignor Fernando Filograna celebra la messa, per poi spingersi fino alla città nuova e far tappa in tutte le parrocchie della città. Solo dopo il tramonto il mesto simulacro della Madonna fa ritorno alle pietre antiche del centro storico, per benedire le acque ormai scure dello Jonio. Trascorsa la Domenica delle Palme, giovedì 24 i Sepolcri, i cosiddetti altari della Reposizione, accolgono le visite dei confratelli incappucciati, il volto coperto per il troppo dolore, che si mischiano ai devoti e ai curiosi a partire dalle 19.30. Il silenzio luttuoso soffoca ogni parola di troppo, smorza i sorrisi e raffredda i saluti tra amici e conoscenti, mentre nella chiesa della Città bella si celebra il Santissimo Sacramento, deponendo le ostie consacrate nei ricchi cibori incorniciati dagli addobbi floreali. La processione dei Misteri e del Cristo morto o "dell'Urnia" segna l'apice del pathos venerdì 25. Mentre il sole si spegne nel mare, alle 18 la folla si accalca davanti all'ingresso della chiesa del Crocifisso, in attesa del primo "troccolante", uno dei confratelli abbigliati con tunica rossa e mozzetta celeste che ha i piedi rigorosamente nudi e il capo cinto da una corona di spine intrecciata con rametti di asparago selvatico. In mano, la "troccola" o "trozzula" di ferro e legno, che ad ogni rotazione del polso produce un rumore assordante. Dietro di lui, penitente dal volto invisibile, altri incappucciati sorreggono la Croce dei Misteri e le pregiate statue in cartapesta che raccontano le tappe della Passione di Cristo: Orazione nell'orto dei Getsemani, Flagellazione, Ecce Homo, Cristo che porta la Croce, Crocifissione e il Cristo Morto, meglio notocome "l'Urnia". I simulacri avanzano senza fretta dalle vie più strette del centro storico alla Gallipoli moderna, trascinando con sè i fedeli compunti e i musicisti della banda, che accompagnano la processione con melodie funebri e inni della Passione. In coda, la Confraternita di Santa Maria degli Angeli, che si distingue per l'abito bianco e celeste e ha l'incarico di trasportare la statua della Vergine Addolorata. Sembrano interminabili le ore che separano dagli ultimi passi del corteo quando, intorno a mezzanotte, il sacerdote si arresta vicino alla chiesa degli Angeli per benedire i flutti dall'alto con la Croce, prima di far rientro nel sacro edificio. Nella chiesa della Purità, intanto, già i confratelli residenti si preparano alla partenza della processione della Madonna Desolata, che nel cuore della notte, tra le 2.30 e le 3, inizia il suo percorso. Mozzetta gialla e cappuccio candido, scortano con le fiammelle dei ceri la Vergine affranta e l'urna d'oro zecchino in cui è deposto il corpo del figlio. All'alba, il corteo conclude il percorso davanti alla chiesa della Purità, dove il ministrante benedice i presenti. Finalmente, domenica 27, il risveglio è festoso con le campane di Pasqua. A mezzogiorno, l'ultimo appuntamento della Settimana Santa è nel borgo antico di Gallipoli per il caratteristico "scoppio della Caremma", l'esplosione cioè dei fantocci di stoffa e materiali poveri che rappresentano la Quaresima appena conclusa.

(Articolo tratto da QUI SALENTO marzo 2016)